Il viaggio sulla rotta della spiritualità continua verso San Salvatore Telesino. Il verde paesino della Valle del Titerno, prende il nome proprio dall’Abbazia benedettina che nel 1098 ospitò Sant’Anselmo d’Aosta.
Edificata intorno all’anno 1000, era molto nota nel Medioevo per la fiorente comunità di cui disponeva. Sant’Anselmo d’Aosta e il re di Sicilia Ruggero II furono ospiti del monastero; quest’ultimo donò all’Abate Alessandro Telesino, uomo di notevole cultura e altrettanta abilità politica, diversi possedimenti. Nella seconda metà del 1400, l’Abbazia fu spogliata dei feudi, rimanendo con la sola funzione di monastero. Nel 1806, con l’abolizione della feudalità il sito fu venduto e trasformato per vari usi. Restaurata nel 1994, l’edificio consta di tre navate interne, vi si conserva l’originaria cripta ed ancora ben tenuta, una pittura parietale, forse cinquecentesca, di Santa Scolastica. Accanto alla chiesa si trova l’annesso monastero benedettino, di cui sono ben visibili ancora gli ambienti destinati a deposito, il chiostro e il Pozzo di Sant’Anselmo. A giugno 2010 presso i locali dell’Abbazia è stato inaugurato l’Antiquarium Telesia per conservare i reperti di età sannita e romana che abbracciano un arco temporale che va dal sec. IV a.C. al sec. V d.C. Queste opere sono state riportate alla luce nel corso delle campagne di scavo effettuate nei decenni passati nell’area archeologica dell’Antica Telesia, superba città sannitica e romana che ha dato avvio alla civiltà telesina.
Nel vicino comune di Castelvenere è molto forte il culto per San Barbato, Vescovo di San Barbato nel 663 d.C., ricordato come il santo sannita che ha convertito i Longobardi al cristianesimo.
Il terremoto del 1349 fu decisivo per l’abbandono di Telese come sede vescovile, che non fu trovata fino al 1600, quando mons. Eugenio Savino la trasferì definitivamente a Cerreto Sannita. E il Palazzo vescovile rientra nelle opere volute dal Vescovo De Bellis per la ricostruzione di gran parte degli edifici cerretesi. L’itinerario alla scoperta di Cerreto Sannita segue i passi della fede e delle strutture religiose: così come si sviluppa il paese, si trovano importanti edifici di culto, in cui sono racchiusi splendidi tesori artistici. La Chiesa Cattedrale della Santissima Trinità, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, la Chiesa di Sant’Antonio, la Collegiata di San Martino, la Chiesa di San Gennaro, la Chiesa di Santa Maria, l’ex Monastero delle Clarisse, la Chiesa di San Rocco, il Santuario della Madonna delle Grazie sono uno spettacolo non solo per gli appassionati di località di interesse religioso, ma per tutti gli amanti dell’arte e dell’architettura; particolarmente sentita è la festa del Patrono, Sant’Antonio, la cui devozione è diffusa in molti comuni sanniti.
Comune di San Salvatore Telesino
Comune di Castelvenere