Per Mimmo Paladino l’architettura può essere considerata “una pittura vedente, perché ha la capacità di sintetizzare le caratteristiche spaziali dei luoghi, le necessità di chi le abiterà, le condizioni della luce e tante altre cose: ha la capacità, in sostanza, di vedere oltre ciò che il semplice disegno o progetto potrebbe far immaginare”.
Lungo il corso Garibaldi a Benevento, all’altezza della Chiesa di Santa Sofia, si svolta a vico Noce per giungere in un luogo dove la suggestione e l’arte si incontrano in un giardino: l’“Hortus Conclusus”, mostra permanente di alcune opere del celebre artista sannita, Mimmo Paladino. L’Hortus Conclusus, allestito nel 1992, è ubicato nel cortile dell’antico Convento di San Domenico, è il luogo dove l’uomo di oggi medita su se stesso e confronta il passato ed il presente nella storia personale e dell’umanità.
Nato a Paduli, in provincia di Benevento il 18 dicembre 1948, Mimmo Paladino passa la sua infanzia a Napoli e, dal 1964 al 1968, frequenta il Liceo Artistico a Benevento. Muovendo dal clima comune del “concettuale”, la prima fase dell’attività dell’artista s’incentra principalmente sulla fotografia. La sua prima personale si tiene allo Studio Oggetto di Enzo Cannaviello a Caserta, nel 1969. Le eccezionali doti di disegnatore di Paladino non rimangono a lungo celate e nel 1977 realizza un grande pastello sul muro della galleria di Lucio Amelio a Napoli e partecipa inoltre alla rassegna “Internationale Triennale für Zeichnung” organizzata a Breslavia. Nello stesso anno si trasferisce a Milano. La sua arte riscuote ampio consenso all’estero. Nel 1980 giunge all’elaborazione di superfici di grandi dimensioni e opere di forte impatto visivo nelle quali racconta la vita e il mistero della morte. Utilizza l’incisione e molte altre tecniche per rappresentare il proprio “mondo interiore”, primordiale e magico. Introduce presto nelle sue tele elementi scolpiti, spiazzando i critici nella sua coesione di modernità e arte povera. Nel 1990 realizza la scenografia de “La sposa di Messina di Schiller” a Gibellina per la regia di Elio Capitani e costruisce per la prima volta la “Montagna di sale”. Negli anni successivi si dedica più intensamente alla stampa d’arte ed esplora altri settori, come quello della ceramica e della terracotta. Musei di rilevanza mondiale espongono le sue opere. Mimmo Paladino vive e lavora tra Paduli, Roma e Milano.
Comune di Benevento